settembre rivoluzione didattica scuola

A settembre una rivoluzione nella didattica a scuola.

A settembre per la scuola ci sarà una rivoluzione nella didattica ma anche nell’organizzazione delle strutture, delle classi e degli spazi.

Di quella che sarà la Scuola nel prossimo futuro, ne parleremo venerdi 29 alle 16.00 con il Presidente della commissione Cultura della Camera Luigi Gallo e con il Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione Giuseppe De Cristofaro.

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Proviamo allora, ad immaginare  cosa ci aspetta a settembre e quale rivoluzione si prospetta.
In Presenza o a Distanza? Questo il primo dilemma da risolvere. La novità che sembra emergere, dopo incontri con il mondo della scuola, docenti e genitori è quella di puntare il più possibile alla presenza. Far ripartire le scuole assicurano quel rapporto umano fondamentale per una didattica di qualità, soprattutto per le scuole del primo ciclo.

A settembre non si vuole una didattica a distanza o mista, i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità.

Alle superiori anche didattica a distanza.

Nella scuola superiore i ragazzi, essendo più grandi, potranno gestire diversamente il tempo della scuola. Avranno la possibilità di di intervallare un tempo scuola in presenza e un tempo a scuola a distanza quando è possibile.

Quindi le superiori ancora con una didattica mista, almeno fino a quando la necessità lo imporrà in relazione anche agli ambienti che potrebbero non essere idonei a poter ospitare tutti gli studenti con il distanziamento fisico”.

Sarà necessario quindi utilizzare le nuove tecnologie, fare lezioni in presenza per le interrogazioni, le verifiche e i laboratori per altre discipline trasversali bisognerà fare riferimento alla didattica integrata lavorare insieme per gruppi e non più per singola disciplina.

Si prospetta un nuovo rapporto con i territori e nuove sfide per i dirigenti.
Grande protagonismo alle autonomie scolastiche, a cui verrà demandato il compito di organizzare un nuovo rapporto con il territorio. Le Scuole, nei diversi territori, potranno studiare soluzioni diverse. Avranno autonomia per stipulare accordi con gli enti locali, con le aziende di trasporto e con i soggetti del terzo settore in modo da armonizzare soluzioni in grado di garantire più tempo scuola fisico soprattutto ai bambini della scuola di primo ciclo che sono quelli che ne hanno più bisogno. Ma le scuole ed i loro dirigenti saranno in grado di reggere questa sfida progettuale ed organizzativa?

Garantire lo studio ma garantire anche la sicurezza.

Di fatto questa poi resta il grande dilemma alla prossima riapertura. Ed ecco che si torna a ragionare sulle distanze minime, sugli orari di ingresso, si incomincia ad immaginare di utilizzare altri spazi e non necessariamente quelli in dotazione alle scuole ma anche parchi, giardini, oratori, le strutture comunali messe a disposizione degli enti.
La possibilità di fare accordi per progetti con gli enti locali dove integrare più sport, più musica, più arte.
Magari questa è l’occasione per ripensare ad una nuova idea di socialità scolastica con nuove esperienze e soprattutto con uno sguardo alla salute ed alla sicurezza.
Ben vengano nuove assunzioni di insegnanti e stabilizzazione dei precari, ma anche più spazi scolastici per garantire la riapertura degli istituti a tutti gli studenti. Un Protocollo per la salute e sicurezza condiviso tra il Ministero e le parti sociali così come è stato già fatto per tutti i luoghi di lavoro.
Non bisogna perdere più tempo. Tempo scolastico per i ragazzi e tempo progettuale per i politici. La sfida si fa enorme, anche perché tutto questo significa anche ragionare per una scuola fuori da ogni logica economica e di competizione sui territori.

A settembre la rivoluzione didattica nella scuola.

Aprire una stagione di condivisione progettuale, integrazione con le realtà urbane, una socializzazione con soggetti del terzo settore protagonisti sui territori. Ristabilire un nuovo ordine di valori dove la scuola riconquista il suo primato di guida culturale e sociale, di crescita civica, di valore comune, di Bene Comune.

Ecco, alla fine quello dovrà essere l’approdo: la scuola come un bene della collettività coccolata e curata da tutti noi perché dobbiamo essere consapevoli che stiamo coccolando e cullando i nostri ragazzi, preparandoli alle più impegnative sfide che ci aspettano, senza paura e con grande serenità.

Di tutto questo ne parleremo venerdì 29 alle 16:00. Se ti fa piacere, puoi scrivere una tua riflessione su questi temi e lo pubblicheremo sul sito

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