Covid19: Crisi e opportunità per il turismo

Parlare di turismo in piena pandemia. Guardare al futuro prossimo, capire le difficoltà ma anche le opportunità per un settore da sempre ricchezza per il Paese

La rivista InfinitiMondi e noi insieme ne parleremo mercoledi 6 maggio dalle 16:00 alle 18:00. Per partecipare, nel giorno e nell’ora indicata, cliccare sul pulsante sotto.

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Vi condividiamo anche una riflessione di un operatore del settore incrociata in rete:

In tempo di lockdown, uno dei desideri prevalenti degli Italiani è ritornare a viaggiare.

Ciò è chiaramente desumibile dal fatto che la principale rinuncia dovuta dall’osservanza delle misure di contenimento è proprio quella agli spostamenti, ai viaggi programmati e ai primi weekend primaverili da trascorrere nelle località di vacanza.

Gli italiani sono un popolo di viaggiatori e nel 2019 l’Istat confermava dati alla mano questa celebre definizione, individuando le mete turistiche preferite nel Belpaese: la Puglia e l’Emilia Romagna per le vacanze estive, il Trentino Alto Adige per quelle invernali.

A confermare il forte desiderio di ritornare a visitare le nostre località turistiche giunge un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg tra il 18 e il 23 marzo, in piena crisi Covid-19.

Tra i dati più interessati raccolti, dall’indagine emerge che l’83% degli italiani dichiara che ad emergenza finita farà vacanze nel Paese.

Un dato interessante che lascia ipotizzare che la ripresa economica potrebbe avviarsi proprio a partire dal turismo degli Italiani in Italia.

Interessante anche porre l’accento su quanto vale il turismo in Italia.

Ammontano a circa 146 miliardi di euro i ricavi totali, cioè pari al 12% del Pil, e sono generati da un intero settore che comprende le attività ricettive e altri esercizi.

ll Conto Satellite del Turismo (CST), realizzato dall’Istat rielaborando dati di contabilità nazionale con quelli provenienti dalle rilevazioni Istat sulla domanda turistica e sull’attività delle strutture ricettive, nonché dall’indagine campionaria mensile condotta dalla Banca d’Italia sul turismo internazionale, ha lo scopo di valutare la dimensione economica complessiva dell’industria turistica e il suo peso sull’economia del Paese.

L’ultimo dato disponibile proveniente dal CST permette di misurare un valore aggiunto prodotto in Italia dalle attività connesse al turismo pari a 87,8 miliardi di euro.

Vale a dire che secondo il meccanismo dei moltiplicatori, ogni 100 euro di transazioni nel turismo ne generano ulteriori 87 euro in altri settori.

Per questo, sostenere la ripresa del turismo è una scelta doverosa e lungimirante capace di trainare altri settori economici oggi in crisi.

Sempre secondo dati Istat, nel 2019, seguendo un trend positivo, la quota di presenze dei turisti stranieri sul totale delle presenze ha superato, anche se di poco, quella degli italiani.

Almeno in una prima fase, dovremo fare a meno di questo importante flusso straniero, ma un’interessante previsione di ripresa è stata elaborata dagli analisti del World Capital, società italiana di consulenza e intermediazione immobiliare, che conta di un Dipartimento di Ricerca che realizza report sui diversi segmenti del mercato.

Secondo le stime, se nel corso del 2020 tutti i turisti italiani che nel 2019 hanno effettuato viaggi all’estero effettueranno vacanze in Italia, si otterrà una compensazione delle presenze turistiche straniere registrate nel Paese nello stesso anno.

Se a tale dato, poi, sommiamo quello degli italiani che già nel 2019 hanno trascorso le vacanze in Italia, otterremo dati piuttosto incoraggianti.

Un turismo tutto italiano potrebbe a ragion veduta bilanciare la mancanza di viaggiatori provenienti dall’estero.

Secondo queste previsioni, nella seconda parte del 2020 e nel corso del 2021 si potrebbero recuperare le perdite di questi mesi.

Ciò ovviamente comporterebbe un impatto diversificato da città a città, in quanto il turismo straniero predilige abitualmente mete anche diverse da quello italiano.

In altre parole, le città d’arte, generalmente predilette dal turismo estero, potrebbero subire flussi in calo. È ipotizzabile invece che le tradizionali località di vacanza estive, da sempre nel favore degli italiani, potrebbero registrare incrementi.

Un turismo in rinascita per alcuni tratti simile a quello dei lontani anni ’50 e ’60, che riscopre le case vacanza e le località balneari nostrane che certo non scarseggiano e che andrebbero riscoperte a prescindere all’emergenza.

Sarebbe lungimirante approvare misure economiche mirate e tese a sostenere e incentivare il turismo italiano sull’intero territorio e ciò farà da traino all’intera economia del Paese.

Tra le ipotesi di sostegno ipotizzate degli addetti ai lavori e che ci sembrano concretamente attuabili segnaliamo:

  • Detrazioni della spesa dei soggiorni di almeno tre notti nelle dichiarazioni 730 dei prossimi due anni
  • Erogazione di buoni viaggio per sostenere la spesa delle vacanze
  • Erogazioni di bonus per viaggi in treno tesi a favorire il turismo sostenibile
  • Eliminazione delle tasse sui viaggiatori (tasse sui voli e aeroportuali, tasse portuali, tasse di soggiorno).

Gli affitti brevi potrebbero giovarsi di questo sistema di incentivi e la formula di alloggio in case private consentirebbe ai viaggiatori un ritorno alla normalità cauto e rassicurante.

Qualunque siano le mete prescelte, mare, montagna, capoluoghi cittadini o piccole perle rinascimentali o medievali, il turismo in Patria va riscoperto e sostenuto.

Tornare a viaggiare è il miglior modo per sostenere la rinascita dell’economia nazionale e per ritrovare quella fiducia nel futuro adesso sopita.

Auspichiamo che un sistema di incentivi fiscali per favorire la ripresa venga pensato dal Governo subito, prima ancora che tutto riapra e che questo comporti una più rapida ripresa di ogni settore economico coinvolto dalla crisi.

Liberamente tratto da https://www.cleanbnb.net/coronavirus-turismo-cleanbnb-riparte-dal-turismo-italiano/

 

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